Italia

L'icona del Santo Patriarca Abramo

scritta dall’iconografo Paolo Sedrani

 
“Abram, alza gli occhi e, dal luogo dove tu stai, 
spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno,
verso l'oriente e l'occidente”
Genesi 13,14


L’icona è divisa, verticalmente, in due parti: guardando l’immagine, la metà di destra è occupata dal Divino, dalla sua promessa e dal Compimento; nella metà di sinistra si colloca Abramo.


PARTE DESTRA

Il comando, la promessa, il Compimento.

Dio Padre, in iconografia, è solitamente rappresentato solo con il braccio e la mano che escono da una mandorla dipinta con diverse tonalità di azzurro che, gradatamente, vanno verso un blu scuro molto profondo: questo blu scuro, quasi nero, nel linguaggio iconografico dei colori, indica il mistero di Dio, meglio ancora, l’alterità del mistero divino.ne di Dio che dall’alto, dalla mandorla, indica la “terra promessa” e il Compimento ultimo della promessa: l’Agnello.Il racconto iconografico inizia dal comando di Dio: “Alza gli occhi”, comando sostenuto dall’azio

La “terra promessa” è una terra bella, armoniosa nelle forme morbide e tondeggianti dei monti, ricca di boschi e pascoli verdeggianti, bagnata e protetta da un fiume fecondo; e terra e fiume sono immersi nella luce taborica raffigurata nell’oro che li avvolge.

Il pensiero va alla bellezza ed alla pace del giardino dell’Eden reso ora riaccessibile grazie al sacrificio dell’Agnello immolato per la nuova ed eterna alleanza.

L’Agnello, posto su un altare di roccia e il cui Volto è disegnato sull’asse geometrica che si genera dal braccio e mano del Dio Padre, è il Dio Figlio, il Cristo, il Compimento ultimo e definitivo della promessa.

In Cristo, il Signore di tutti, il nome di Abram si compie: ora Abraham diventa veramente il “Padre di molti/tutti i popoli”.




PARTE SINISTRA

Abramo

Abramo è solo “nel luogo dove tu stai”: è una zona montagnosa nel paese di Canaan.

Abramo è solo. Solo con Dio solo. La voce amica ed austera della solitudine sussurra all’uomo l'imperativo del Signore: "Alza gli occhi e spingi lo sguardo". Come dire: “alza lo sguardo da ciò che sei, da ciò che hai, dal tuo essere ora e … spingi, sforza, con fiducia, lo sguardo sull’Oltre”.

Abramo è solo sulla montagna. La montagna è formata da rocce a talloni che si stagliano fiere e luminose ad indicare la distanza e, paradossalmente, anche la comunione tra la terra e il cielo da cui viene la salvezza; rocce che puntano verso l'alto, convergendo verso la mandorla divina, svettando in tre picchi: teofania dell'amore trinitario. Rocce che, per la loro solidità, sono simbolo di ciò che è stabile, incrollabile, come la fede integra, audace, fiduciosa di Abramo. Ma soprattutto rocce che identificano ed esaltano i tratti stessi di Dio, a cui l'uomo sa di potersi appoggiare e aggrappare sempre.

Abramo è solo sulla montagna avvolto e compenetrato nel mistero del progetto divino raffigurato, ancora una volta, dal colore nero che riempie lo spaccato nella roccia. Un progetto al quale Abramo ha subito e sempre obbedito con fiducia.

Abramo, rappresentato con una figura forte, armonica e ieratica è colto in atteggiamento di fiduciosa attesa, di equilibrata pacatezza, scevra da ogni tensione. Il contenuto movimento delle braccia racchiude e comprende la promessa e il Compimento.

I capelli lunghi e la barba in disordine sembrano fiamme che accentuano l’espressività del volto ed accompagnano il suo sguardo.

I piedi del patriarca poggiano nudi sulla roccia. Sempre l'iconografo utilizza il segno della nudità dei piedi per esprimere l'umiltà di chi sta alla presenza di Dio, l'offerta di sé e l'assoluta libertà di presentarsi a Lui così come si è nella totale esposizione al Suo sguardo amorevole, senza riserve né paure. Questa nudità simbolica, quasi una resa dinanzi all'Assoluto, poggia sulla roccia di una fede forte, segnata dalla fiducia che, nel buio della prova, nell’incognita del futuro, illumina e rassicura.


Preghiera
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio,
dammi la gioia
di alzare lo sguardo su Te,
per contemplare Te
senso, scopo, orizzonte
del mio andare.
Amen



 
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